Enrico Santaniello e
Giuseppe Martorana non hanno capito nulla. Non hanno capito che a Foggia esistono i poveri, gli emarginati, i senzadimora, i migranti. Non hanno capito che
solo attivando politiche di inclusione sociale sarà possibile migliorare la vita di quanti versano in condizioni di disagio e, di conseguenza, la vita di un'intera comunità. Di Foggia. Il candidato sindaco del Popolo delle Libertà e quello del NON hanno solo capito la componente di indifferenza che alimenta il loro programma, la poca voglia di conoscere e approfondire queste tematiche al fine di risolvere i problemi. Non del singolo, ma della città. Lo ribadisco.
Perché oggi sono arrabbiato? Perché ho letto le risposte che i due hanno rilasciato al
Il Quotidiano di Foggia (che ringrazio vivamente per l'incredibile spazio che mi ha dedicato), che nei giorni scorsi aveva presentato 10 domande invitando i candidati sindaci e i candidati al consiglio comunale a dare delle risposte.
La domanda posta dalla redazione de Il Quotidiano era la seguente:
Cosa pensa delle proposte del candidato sindaco virtuale, Antonio Barbone, e dei Fratelli della Stazione per migliorare la qualità delle vita degli immigrati e dei senza fissa dimora a Foggia? Riposta di Enrico Santaniello:
Molte di esse sono contenute nel protocollo di intesa che ci apprestiamo a firmare con le associazioni del volontariato laico e cattolico. Ho apprezzato la provocazione di questa candidatura virtuale, ma vorrei che evitassimo tutti le facili suggestioni mediatiche: a Foggia c’è sicuramente la necessità di aiutare meglio gli ultimi e i diseredati; ma non è meno pressante, ed è tanto più diffusa, la necessità di aiutare quelle famiglie di ceto medio che rischiano di cadere nella miseria; di sollevare da una condizione di indigenza i quasi mille nuclei familiari che dipendono dal Comune per il loro fitto; di accompagnare e sostenere le fasce del lavoro precario o precarizzato. Per converso, il dovere di solidarietà nei confronti dei senza dimora, ed in particolare di quella loro consistente fascia che sono gli immigrati clandestini, non può farci dimenticare il nostro dovere di combattere l’illegalità e l’inciviltà, di cui purtroppo sono protagonisti tanti clandestini. Noi dobbiamo porre con forza al governo il problema dell’adeguamento del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo ovvero della diminuzione dei suoi ospiti. E dobbiamo avviare, con atti di solidarietà ma anche di repressione, il risanamento del quartiere Ferrovia, che oggi versa in condizioni di assoluta invivibilità. Un po’ meno demagogie mediatiche e un po’ più di atti di realismo servirebbero a tutti, a cominciare da Antonio Barbone.
Risposta di Giuseppe Martorana:
Una trovata pubblicitaria di impronta catto-comunista che svia l’attenzione su altri problemi di importanza uguale se non maggiore. L’associazione in questione non si propone di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso il miglioramento della vita di stranieri e dei senza fissa dimora, ma da loro sostegno senza che nulla cambi sugli atteggiamenti e sulle condizioni di vita di questi ultimi. Diverso sarebbe se ci fosse il duplice scopo di aiutare i diretti interessati affinché ne benefici anche la cittadinanza.
E' chiaro che entrambi non hanno capito.
E' chiaro che entrambi forse non hanno neanche letto il programma, i dieci punti, perché altrimenti avrebbero compreso che è proprio intervenendo nelle situazione di maggior disagio, è proprio garantendo strutture d'accoglienza ed interventi socio-assistenziali che si “combatte” la criminalità. Che si possono ripristinare le basi per vivere in un clima di sicurezza. Che si possono sviluppare occasioni di fine precariato, di lavoro, di riacquisto dei diritti, di aiuti alle famiglie. Tutte cose scritte nel programma, la naturale conseguenza se venissero effettuati dei semplicissimi interventi a sfondo sociale. Ma i due “candidati” alla carica di sceriffo (evidenzio che Santaniello dice:
dobbiamo avviare con atti di repressione il risanamento del quartiere Ferrovia, che oggi versa in condizioni di assoluta invivibilità) ovviamente si concentrano solo sugli elettori che possono votare, su coloro che possono contraccambiare il favore.
Troppo nobile il gesto di pensare e programmare azioni per i clandestini, i senzadimora. Insomma, per coloro che non possono ancora votare, che non hanno voce in capitolo, che più che un sorriso hanno ben poco da regalare. E poi, quel Martorana mi definisce un catto-comunista. Ma che vuol dire? E meno male che non ha detto gatto, visto che sono allergico al pelo. Scrive, il candidato del NON: “
L’associazione in questione non si propone di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso il miglioramento della vita di stranieri e dei senza fissa dimora, ma da loro sostegno senza che nulla cambi sugli atteggiamenti e sulle condizioni di vita di questi ultimi”. E va bene che vieni da Milano, (dunque, migrante) ma l'italiano è uno solo. Se leggevi il programma ti rendevi conto che è tutto strettamente collegato, e non bisogna scomodare questi cacchio di catto-comunisti per capirlo.
Ma ne sono convito: né Santaniello né Martorana né i loro staff hanno avuto tempo e modo di capire. Di riflettere. Oggi sono arrabbiato, scusate. Sono anche arrabbiato perché Santaniello evidenzia anche che “
il dovere di solidarietà nei confronti dei senza dimora, ed in particolare di quella loro consistente fascia che sono gli immigrati clandestini, non può farci dimenticare il nostro dovere di combattere l’illegalità e l’inciviltà, di cui purtroppo sono protagonisti tanti clandestini”.
Ma come? Proprio tu mi vieni a parlare di legalità... E che diamine! Ma dai! E poi sempre la solita storia di migranti=criminali, migranti=pericolosi, migranti=delinquenti. Le testate giornalistiche dovrebbero iniziare a raccontare il vero volto dei migranti, quello di chi lavora e produce, di chi aumenta il Prodotto Interno Lordo del Paese, di chi raccoglie il pomodoro che l'italiano si rifiuta di raccogliere. E poi... da una regione come la Puglia che sforna migranti verso il Nord Italia...
Dal Centro Diurno che accoglie gli sbandati durante la giornata inserendoli in percorsi virtuosi tesi al reinserimento sociale e, possibilmente, lavorativo, al fondo comunale per gli interventi di sostegno ai poveri. Dal un dormitorio comunale che possa ospitare i senzatetto preservando i loro comportamenti a rischio per se stessi e per la comunità, alla figura del consigliere aggiunto per gli stranieri che faccia da ponte con le varie realtà migranti presenti in città. Dal potenziare le mense dei poveri e promuovere progetti di sostegno per soggetti a forte disagio economico, alla Costituzione di un osservatorio permanente sulla Povertà per monitorare l’insorgenza e la variazione delle forme di povertà, nell’ottica della fine dell'emergenza. Ma dico: veramente non avete capito che
solo offrendo accoglienza ed inclusione si possono attivare condizioni di sicurezza e legalità? Comunque, siccome vi voglio bene vi ricordo che venerdì alle ore 21 potete venire a trovarmi davanti alle panchine di piazzale Vittorio Veneto. Ci sarà della pizza anche per voi.